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Esercizio terapeutico

L’esercizio terapeutico non è riabilitazione generica. Si tratta di un programma strutturato, personalizzato e integrato nel tuo percorso di cura, costruito sulla tua condizione attuale.

Il movimento fa la differenza

Uno dei freni più comuni che incontro nei pazienti è la paura di muoversi dopo un trauma, un intervento, mesi di dolore o una diagnosi oncologica. È comprensibile. Ma il riposo prolungato quasi mai è la soluzione: riduce la forza muscolare, irrigidisce le strutture, aumenta la sensibilità al dolore.

L’esercizio terapeutico, quando è graduale e personalizzato, inverte questo processo. Non si tratta di fare sport o di raggiungere una performance, ma di recuperare il rapporto con il proprio corpo, un passo alla volta.

Come si svolge un percorso terapeutico

Prima di iniziare qualsiasi programma di esercizio, effettuo una valutazione funzionale che considera la condizione clinica, lo stato fisico attuale e gli obiettivi della persona. Il programma viene costruito su quella base, non su uno schema preconfezionato.

Le sessioni sono individuali e si evolvono nel tempo. L’intensità e la complessità aumentano gradualmente, sempre nel rispetto della tolleranza. L’obiettivo finale è che la persona acquisisca strumenti e autonomia, e quindi che non dipenda indefinitamente dalle sedute.

Parte di un percorso

L’esercizio terapeutico non è separato dalla fisioterapia è integrato in essa. Nei percorsi di dolore cronico, riabilitazione oncologica e lipedema, il movimento viene introdotto nel momento giusto e con le modalità adatte, come parte di un programma coerente e continuo.